FM 10-30

Gru marca FM, modello 10-30, perfettamente funzionante in ottime condizioni, completamente controllata, completa di assali gommati e radio comando.

Anno 2005

Altezza 22,0 mt

Lunghezza braccio 30,0 mt

Portata massima 4.000 kg

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GRU SIMMA GT 187 C 2,5

Braccio: 62 mt.
Altezza: 59 mt.
Portata massima: 10.000 kg.
Portata minima: 2.400 kg.

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Terremoto – Siglato protocollo d’intesa per ricostruzione caserme Carabinieri

TERREMOTO: SIGLATO PROTOCOLLO D’INTESA PER RICOSTRUZIONE CASERME CARABINIERI

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Pubblicato in data 20 dicembre 2017

 

Definito il piano di intervento per la ricostruzione e riparazione delle caserme dei carabinieri dell’Italia centrale, danneggiate dagli eventi sismici del 2016 e 2017.

E’ quanto prevede il protocollo d’intesa siglato tra la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio e Commissaria straordinaria per la ricostruzione, Paola De Micheli, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Tullio Del Sette e il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi.

Con l’obiettivo di avviare al più presto l’apertura dei cantieri e assicurare la piena funzionalità di strutture fondamentali dello Stato, a tutela della sicurezza delle comunità locali e del rispetto della legalità.

“Grazie al protocollo di oggi – commenta la Commissaria Paola De Micheli – si avvia un percorso virtuoso di collaborazione tra le istituzioni per garantire la normale attività dei carabinieri sul territorio, presidio avanzato di sicurezza ed uno dei segni tangibili di presenza dello Stato. Nei prossimi giorni vedrà la luce l’ordinanza conseguente al protocollo, attraverso la quale il Demanio potrà attivare le procedure per la ricostruzione delle caserme”.

“Ringrazio il Commissario straordinario – afferma il generale Tullio Del Sette – e l’Agenzia del Demanio per la tempestività dell’intervento. Il protocollo sottoscritto oggi, è un passaggio fondamentale che consentirà ai carabinieri di essere tra le prime istituzioni pubbliche a riprendere a funzionare a pieno regime in questi luoghi dolorosamente colpiti”.

“Abbiamo raggiunto un’intesa importante – dichiara il direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi – per portare avanti la ricostruzione e il recupero di 41 sedi dell’Arma dei Carabinieri fortemente danneggiate dal terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016. L’Agenzia, che ha il ruolo di soggetto attuatore e di stazione appaltante per gli interventi edilizi, s’impegnerà  per garantire in tempi celeri l’operatività delle sedi dell’Arma, indispensabili non solo per la sicurezza sul territorio, ma anche come punto di riferimento per la cittadinanza e le Istituzioni”.

In particolare, verranno ricostruite le stazioni dei carabinieri distrutte dal sisma nei comuni delle 4 regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Previsti, inoltre, interventi di ristrutturazione e adeguamento sismico per sedi e strutture territoriali dell’Arma con danni lievi.

Gli interventi verranno inseriti nel nuovo piano delle Opere pubbliche da approvare con ordinanza della Commissaria straordinaria del Governo che ne definisce anche le modalità di finanziamento statale.

Il protocollo prevede l’acquisizione a titolo gratuito da parte dell’Agenzia del Demanio delle aree dove verranno edificate le nuove strutture dell’Arma. L’Agenzia del Demanio, inoltre, si impegna a svolgere le funzioni di stazione appaltante.  Per la concessione dei contributi è prevista l’approvazione dei singoli progetti da parte della Struttura commissariale.

 

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Terremoto – Servizio Riattivato Mude

SERVIZIO RIATTIVATO – MODULISTICA RICOSTRUZIONE EDIFICI AD USO ABITATIVO GRAVEMENTE DANNEGGIATI O DISTRUTTI

Si comunica che il servizio MUDE è nuovamente disponibile.

Sono ora disponibili i nuovi modelli  “Richiesta di Contributo per la ricostruzione” e  dichiarazione di “Stato Avanzamento Lavori” per il ripristino con miglioramento sismico e la ricostruzione di immobili ad uso abitativo gravemente danneggiati o distrutti, come previsto dall’Ordinanza Commissariale n. 19 del 7 aprile 2017.

Approfittando dell’occasione sono state apportate anche correzioni e migliorie ai modelli esistenti quali ad esempio:

  • disponibilità di un maggior numero di allegati opzionali relativi ai titoli abilitativi edilizi
  • popolamento automatico delle anagrafiche soggetti e localizzazione intervento per RCR in variante
  • specificato che la polizza fidejussoria in caso di anticipazione dovrà essere in favore del vice commissario
  • la selezione della presenza di altre prestazione specialistiche obbliga il caricamento del relativo allegato con l’eccezione dell’accatastamento, la cui prova sarà richiesta a fine lavori
  • in caso di destinazione d’uso attività produttiva sarà spuntata di default IVA detraibile
  • aggiunto il titolo abilitativo “SCIA condizionata da atti di assenso”
  • data inizio lavori è ora dichiarata contestuale al decreto di assegnazione dei contributi se non diversamente specificato (cioè salvo i casi ammessi da ordinanze)
  • parziali difformità dal titolo abilitativo spostato in allegato per specializzazione su base normativa regionale
  • alcune altre correzioni minori al testo della modulistica

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Terremoto – Al via piano opere pubbliche per circa 1,035 miliardi di euro

Approvato il piano delle opere pubbliche durante la cabina di regia riunitasi a Pieve Torina (Macerata), presieduta dalla Commissaria straordinaria per la ricostruzione post sisma 2016/2017, Paola De Micheli.

Hanno partecipato il capo dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli, i presidenti e i rappresentanti delle Regioni del cratere: Marche Luca Ceriscioli, Abruzzo Mario Mazzocca (componente della giunta assessorato Enti Locali), Lazio Lucia Valente (Assessore al Lavoro delegata dal presidente Nicola Zingaretti), Umbria Catiuscia Marini.

È stato osservato un minuto di silenzio per le vittime di Rigopiano.

L’ordinanza 49 approvata questa mattina prevede le procedure di gara alla luce delle modifiche normative intervenute. Gli allegati comprendono circa 1,035 miliardi di euro destinati alla ricostruzione delle opere pubbliche distrutte dal sisma: scuole, case comunali, caserme, edilizia popolare.

In particolare, alla regione Marche sono stati assegnati oltre 605 milioni di euro così impegnati: 160 milioni per la ricostruzione di 82 scuole e istituti scolastici; 114,53 milioni per 50 case comunali; 190,52 milioni per 164 opere pubbliche; 65 milioni per l’edilizia popolare; circa 75,47 milioni di euro per 20 caserme. Alla regione Abruzzo 156,86 milioni di euro così impegnati: 28,57 per 7 scuole; 20,66 milioni per 9 case comunali, 23,17 milioni per altre opere pubbliche; 82 milioni per l’edilizia popolare e infine 2,43 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico. Assegnati alla regione Lazio 149,53 milioni di euro così distribuiti: 35,98 milioni per 9 scuole; 71,95 milioni per altre opere, 27,05 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico; 14,53 milioni per 5 caserme. Alla regione Umbria 122,51 milioni così distribuiti: 52 milioni per 32 scuole; 12,39 milioni per 7 case comunali; 33,13 milioni per altre 42 opere pubbliche; 16,27 milioni per l’edilizia popolare; 6,72 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico e, infine, 1,97 milioni per le caserme.

 

Avvenuta anche una prima approvazione degli elenchi degli interventi sulle chiese (ancora provvisori) di Lazio, Umbria, Abruzzo e per le diocesi di Macerata, Camerino e Fabriano. Gli elenchi definitivi verranno approvati successivamente in un’ordinanza che prevede anche le procedure di gara per i soggetti attuatori chiese.

Il comitato ha anche approvato il cronoprogramma per arrivare entro la fine di febbraio alla definizione del Piano di intervento sul dissesto idrogeologico nelle zone terremotate.

Sono stati illustrati i dati aggiornati sulla ricostruzione privata per i quali è stato registrato un notevole incremento nelle domande e un significativo aumento delle autorizzazioni, anche a seguito dell’entrata in vigore dell’ordinanza 46 sulla ricostruzione privata.

Oltre al Piano per le opere pubbliche, è stato illustrato nel dettaglio il contenuto dell’ordinanza 46:

NUOVI TERMINI PER LE DOMANDE

I professionisti possono presentare le schede per la ricostruzione dei danni lievi (riparazione di abitazioni e strutture produttive temporaneamente inagibili) fino al 30 aprile. Per i danni pesanti (ripristino con miglioramento sismico o ricostruzione immobili distrutti) il termine ultimo è stato fissato al 31 ottobre 2018.

“PREISTRUTTORIA” VELOCE PER LA RICOSTRUZIONE PESANTE

Per tutte le domande di contributo diverse da quelle per danni lievi viene introdotta una preistruttoria, in modo da dare ai professionisti indicazioni precise e definitive sul livello del danno (decisivo ai fini del calcolo del contributo) prima di presentare il progetto vero e proprio.

CONTRIBUTO PER LA RICOSTRUZIONE DETERMINATO PIU’ RAPIDAMENTE

Con le nuove linee guida sarà possibile per i professionisti indicare l’importo del contributo presumibile già alla presentazione della domanda, che sarà verificato e approvato dall’Ufficio Speciale Regionale con una procedura più snella e veloce.

RIMBORSI PER MAGAZZINI E CANTINE

E’ previsto il rimborso dei lavori per il ripristino di porzioni di edifici, come cantine, stalle e magazzini, in precedenza esclusi da contributo (purchè non si tratti di pertinenze già ora rimborsate fino al 70 %)

COMUNE REFERENTE UNICO PER REGOLARIZZAZIONE ABUSI SANABILI

L’istruttoria urbanistica ed edilizia sarà sempre curata dal Comune entro 60 giorni dalla presentazione della domanda. Il Comune potrà invitare alla regolarizzazione di eventuali abusi dell’edificio preesistente, qualora siano sanabili e di modesta entità. Il contributo non potrà essere concesso se gli abusi non verranno previamente regolarizzati.

SUBITO IL RIMBORSO DELLE SPESE DEL PROGETTO

Sarà erogato all’avvio dei lavori (cosiddetto saldo zero) l’80 per cento del contributo per le spese di progettazione e il 100 per cento di quello per le indagini preliminari svolte da ditte esterne.

LA DITTA INCARICATA DEI LAVORI PUÒ ESSERE INDICATA DOPO L’APPROVAZIONE DEL PR€OGETTO

La ditta incaricata dell’esecuzione dei lavori di ricostruzione potrà essere indicata dopo l’approvazione il progetto da parte degli Uffici Speciali Regionali e la comunicazione dell’importo del contributo.

Intervenuto alla riunione anche Fulvio Soccodato di Anas, soggetto attuatore per il ripristino della viabilità, che ha aggiornato il Comitato sull’avanzamento degli interventi e sulle prossime azioni da intraprendere.

Pieve Torina, 18 gennaio 2018

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Sicurezza: verifiche periodiche

Bisogna subito precisare che la Direttiva macchine è stata introdotta dall’Unione Europea al fine di facilitare e stimolare la libera circolazione dei prodotti rientranti nella direttiva stessa e non specificatamente al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei luoghi di lavoro, coperti invece dalle Direttive sociali (molte delle quali recepite nel D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.). Pertanto acquistare una macchina marcata CE, dotata di dichiarazione di conformità e di istruzioni d’uso e manutenzione, non esonera l’utilizzatore della macchina (Datore di lavoro di lavoro) dalle eventuali responsabilità penali in caso d’infortunio; infatti, le conclusioni della sentenza Cass. pen., Sez. IV, 22 settembre 2009, n. 36889 confermano un principio ormai abbastanza consolidato nell’ambito della giurisprudenza di settore e applicabile nel campo della sicurezza delle macchine e delle attrezzature di lavoro e cioè che la marcatura di conformità “CE”, della quale sono dotate le macchine e attrezzature di lavoro, servono a rendere conformi alla legge la loro produzione, il loro commercio e la loro concessione in uso e ad attestare la loro rispondenza ai Requisiti essenziali di sicurezza (RES) ma non esonerano assolutamente il Datore di lavoro di lavoro utente dal rispetto delle norme in materia di prevenzione degli infortuni dedicate all’uso delle macchine (Titolo III, Capo I, D.Lgs. n. 81/2008). In particolare, il Datore di lavoro di lavoro dovrà sempre controllare, prima del suo utilizzo, che una macchina, seppur marcata CE, non presenti vizi o carenze palesi o non sia idonea all’attività da svolgere, in quanto lo esporrebbe a una sicura chiamata in giudizio in caso di eventi infortunistici.
L’art. 71, comma 5, D.Lgs. n. 81/2008 dispone che le modifiche apportate alle macchine marcate CE (sia quelle soggette al D.P.R. n. 459/1996 sia quelle ricomprese nel D.Lgs. n. 17/2010) per migliorarne le condizioni di sicurezza non configurano una nuova immissione sul mercato (e quindi l’obbligo di una nuova marcatura), sempre che non comportino modifiche delle modalità di utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore. Ad esempio, per una gru la variazione di portata o di velocità rappresentano modifiche alle modalità di utilizzo e alle prestazioni quindi necessitano di una nuova marcatura, mentre l’installazione di un radiocomando rappresenta solo un miglioramento delle condizioni di sicurezza e non richiede l’adozione delle procedure per una nuova immissione sul mercato.

Campo di applicazione della Direttiva macchine
Passando, nel merito, ad un sintetico esame della direttiva, è doveroso riportarne il campo d’applicazione (art. 1, D.Lgs. n. 17/2010) e cioè ai seguenti prodotti: macchine, attrezzature intercambiabili, componenti di sicurezza, accessori di sollevamento, catene, funi e cinghie, dispositivi amovibili di trasmissione meccanica e quasi-macchine, secondo le definizioni date dall’art. 2, D.Lgs. n. 17/2010.
Nella definizione di macchine rientrano (c. 2, lett. a)):
“1) insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata; 
2) insieme di cui al numero 1), al quale mancano solamente elementi di collegamento al sito di impiego o di allacciamento alle fonti di energia e di movimento; 
3) insieme di cui ai numeri 1) e 2), pronto per essere installato e che può funzionare solo dopo essere stato montato su un mezzo di trasporto o installato in un edificio o in una costruzione; 
4) insiemi di macchine, di cui ai numeri 1), 2) e 3), o di quasi-macchine, che per raggiungere uno stesso risultato sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale; 
5) insieme di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidalmente e destinati al sollevamento di pesi e la cui unica fonte di energia è la forza umana diretta”.

 

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Fondo Pensione Complementare per i Lavoratori delle Imprese Industriali ed Artigiane Edili ed Affini Iscritto all’albo Covip dei fondi pensione con il n. 136

INFORMATIVA RELATIVA AL CONTRIBUTO CONTRATTUALE NEL FONDO PENSIONE PREVEDI
Le comunichiamo che, in applicazione dei CCNL Edili-industria, Edili-artigianato e Edili-Aniem-Anier-Confimi, il Suo datore di lavoro sta versando nel Fondo Prevedi un contributo mensile a Suo favore denominato “contributo contrattuale”. Il contributo contrattuale, versato nel Fondo Prevedi a favore di tutti i lavoratori soggetti ai Contratti di lavoro sopra indicati, è a carico del solo datore di lavoro e determina l’“iscrizione contrattuale” al Fondo medesimo, senza alcun obbligo contributivo a carico del lavoratore. Prevedi è il Fondo Pensione nazionale integrativo di riferimento per tutti i lavoratori a cui si applicano i Contratti collettivi nazionali di lavoro sopra indicati e ha lo scopo di integrarne la pensione pubblica valorizzando le contribuzioni versate a favore degli stessi. Il contributo contrattuale ha un importo mensile che varia a seconda della qualifica e del livello di inquadramento di ogni lavoratore: ulteriori informazioni sulle modalità di determinazione di tale contributo sono disponibili nel documento “Guida sul calcolo del contributo contrattuale” nella sezione “Documentazione – Normativa” del sito internet www.prevedi.it. Ogni lavoratore soggetto ai Contratti di lavoro sopra indicati può decidere liberamente di versare contribuzioni aggiuntive al contributo contrattuale per alimentare la propria posizione previdenziale integrativa e di modificare o sospendere, successivamente, tali contribuzioni (quelle aggiuntive al contributo contrattuale). Tenga conto che, per effetto dei Contratti di lavoro sopra indicati, se il lavoratore versa nel fondo pensione integrativo l’1% della propria retribuzione mensile (1,1% per il CCNL Edili-Aniem-Anier-Confimi), il datore di lavoro è tenuto ad aggiungere un contributo dello stesso importo. Se lo desidera, inoltre, il lavoratore può versare nel fondo pensione integrativo anche il proprio TFR maturando (anche tale versamento può essere, successivamente, sospeso), oppure può liberamente scegliere di tenerlo in azienda. Il contributo contrattuale obbligatorio a carico del datore di lavoro e le ulteriori contribuzioni a carico del lavoratore e del datore di lavoro eventualmente attivate dal lavoratore, sono fiscalmente deducibili dal reddito imponibile Irpef del lavoratore stesso nel limite di 5.164,57 euro annui: il modello di Certificazione Unica, rilasciato annualmente dal datore di lavoro in vista della dichiarazione annuale dei redditi, riporta, in appositi spazi, le contribuzioni versate alla previdenza complementare tramite il datore di lavoro evidenziando quelle dedotte fiscalmente dal reddito e quelle eventualmente non dedotte. Sul sito internet www.prevedi.it troverà tutte le informazioni su Prevedi e anche il pulsante “Accedi al tuo Fondo Pensione” per accedere (previa registrazione nell’apposita area riservata) alla Sua posizione individuale e vedere i contributi versati a Suo favore; nella sezione “Chiedi la liquidazione a Prevedi” troverà, invece, le informazioni sulle prestazioni erogabili dal fondo pensione ai sensi delle disposizioni normative vigenti. Per ogni altra informazione La invitiamo a consultare lo Statuto e la Nota informativa del Fondo Pensione Prevedi disponibili nel sito web www.prevedi.it o a contattarci ai recapiti sotto indicati (preferibilmente via e-mail).

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Azioni del Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione


1. Sottoscrivere un disciplinare di incarico per lo svolgimento del ruolo di CSP, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione; tale contestualità è richiesta per la necessità di lavorare assieme ai progettisti e potere quindi influire sulle scelte progettuali, sulle soluzioni architettoniche e sulle tecnologie costruttive da adottare, con lo specifico obiettivo di eliminare o ridurre i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori durante la fase esecutiva (e manutentiva) dell’opera da realizzare;
2. Consegnare sempre al committente o al RL/RUP:
a) dichiarazione relativa al possesso dei requisiti per svolgere l’incarico di CSP, a cui allegare fotocopia dell’attestato di frequenza al corso di cui all’art. 98, comma

2, del D.Lgs. n. 81/2008 ed ai relativi aggiornamenti;
b) dichiarazione relativa alla sottoscrizione di polizza assicurativa a copertura del ruolo con indicati tutti i dati di riferimento.

3. Informare il Committente sulle responsabilità penalmente rilevanti a suo carico e sulle possibilità di nominare il Responsabile dei Lavori (di seguito RL), conferendogli uno specifico e dettagliato incarico. Fornire al Committente un documento di sintesi che descriva i compiti a Suo carico (o a carico del RL/RUP) previsti dalla legislazione vigente.

4. Evidenziale al Committente/RL che il PSC ed il FO sono parte integrnte del contratt di appalto (rif. art. 100, comma 2 del D.Lgs. n. 81/2008).

5. Farsi consegnare la documentazione (relativamente all’opera che dovrà essere realizzata) in possesso del committente o raccolta o predisposta precedentemente all’incarico di CSP.

6. Visionare il luogo dove sarà realizzata l’opera, con particolare attenzione alle inteferenze e al contesto ambientale nel quale si svilupperà l’area di cantiere. Durante il sopralluogo il CSP dovrà verificare (ad esempio mediante rilievi metrici, fotografie ed altro che ritenga opportuno) la presenza di sottoservizi e/o manufatti direttamente individuabili ed in ogni caso dovrà coinvolgere il progettista, il committente e/o il RL e/o il RUP nella valutazione della presenza di tali interferenze, per quanto non direttamente riscontrabile (è opportuno richiedere agli enti gestori documentazione integrativa in merito all’eventuale presenza e posizione di sottoservizi);

7. Qualora sia prevedibile la necessità di eseguire opere di scavo per realizzare l’opera, il coordinatore deve segnalare al committente e/o RL e e/o RUP la necessità di fare una valutazione relativa all’eventuale presenza di ordigni bellici inesplosi, provvedendo a raccogliere in sinergia con gli stessi le
informazioni necessarie al fine di effettuare la valutazione del rischio contestualizzata al sito ed opera da realizzare, secondo le indicazioni dell’Interpello n. 14/2015 compresa, ove ritenuta necessaria, la proposta al committente e/o RL e/o RUP di effettuare un’indagine strumentale, non invasiva o tramite bonifica sistematica, da effettuarsi a cura del Committente e/o RL e/o RUP stesso.

8. Qualora il PSC da redigere sia relativo ad un cantiere che sarà realizzato all’interno di un qualsiasi altro luogo in cui si svolgono altre attività lavorative (siti produttivi o in generale ambienti di lavoro sia privati sia pubblici – uffici, ospedali, scuole, ecc.), è necessario che il CSP chieda al Datore di lavoro Committente o al RL/RUP tutte le informazioni necessarie per l’elaborazione del PSC stesso, con particolare riferimento:
a) alla presenza di sottoservizi;
b) alle modalità di accesso/uscita del sito produttivo o struttura pubblica;
c) ai rischi relativi all’attività che si svolge all’interno del sito produttivo o struttura pubblica;
d) agli orari di lavoro;
e) agli allacci elettrici ed idrici;
f) alle modalità comportamentali da rispettare all’interno dell’unità produttiva o struttura pubblica;
g) a particolari procedure/comunicazioni da attuare durante lo svolgimento di attività soggette a rischi che potrebbero interferire con le attività dell’unità produttiva (es. utilizzo di fiamme libere) o struttura pubblica. Il PSC dovrà recepire i contenuti del Piano di Emergenza (PE) dell’unità produttiva o struttura pubblica, da inserire in allegato all’interno del PSC, in modo da risultare coerente con il PE stesso o nel caso sia necessario occorrerà coinvolgere il Servizio Prevenzione e Protezione dell’ambiente di lavoro che ospita il cantiere per le necessarie integrazioni e/o modifiche del PE esistente;

9. Predisporre un crono programma dei lavori con l’individuazione delle fasi, sottofasi di lavoro ed interferenze spaziali e/o temporali e dare chiara evidenza delle procedure complementari e di dettaglio, riferibili alle scelte autonome delle imprese esecutrici che dovranno essere esplicitate nei rispetti POS, relative a specificità dell’opera da realizzare.

10. Elaborare un computo metrico estimativo analitico dei costi della sicurezza.

11. Predisporre una documentazione fotografica dello stato di fatto, da inserire nel PSC, che evidenzi gli elementi di importanza rilevante ai fini della sicurezza.

12. Partecipare alle riunioni di coordinamento con i progettisti, a fine di dare indicazioni, relative alla sicurezza ed igiene sul lavoro, che possano essere di indirizzo alle scelte progettuali ed organizzative. Al termine di ogni riunione predisporre un verbale che contenga le osservazioni formulate in materia di sicurezza ed igiene del lavoro; tale verbale, condiviso con i progettisti, sarà inviato al Committente.

13. Predisporre il PSC secondo quanto previsto dall’allegato XV del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. che dovrà risultare: un idoneo strumento di pianificazione delle misure di prevenzione e protezione da adottare in cantiere; specifico per l’opera da realizzare; corredato da tavole esplicative di progetto relative agli aspetti di sicurezza; di concreta fattibilità e semplice comprensione; non un mero elenco e richiamo di norme. Potrà essere redatto utilizzando il modello semplificato previsto dal Decreto interministeriale 9 settembre 2014. L’elaborato dovrà essere consegnato al Committente, predisponendo un verbale di consegna che sarà controfirmato dal Committente stesso. Il PSC dovrà essere consegnato anche in formato editabile in modo che possa essere facilitato il compito di aggiornamento successivo da parte del CSE.

14. Predisporre il Fascicolo dell’Opera secondo quanto previsto all’allegato XVI del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. tenendo conto anche degli obblighi individuati dalle diverse normative regionali in relazione alle necessarie dotazioni degli edifici ai fini di contrastare il rischio di caduta dall’alto (a titolo di esempio: D.G.R. n. 699 del 15 giugno 2015 Regione Emilia Romagna “Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile” oppure il Regolamento della Regione Toscana emanato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 75/R del 20 dicembre 2013: “Misure preventive e protettive per l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza”). L’elaborato dovrà essere consegnato al Committente, predisponendo un verbale di consegna che sarà controfirmato dal Committente stesso.

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