Sicurezza: verifiche periodiche

Bisogna subito precisare che la Direttiva macchine è stata introdotta dall’Unione Europea al fine di facilitare e stimolare la libera circolazione dei prodotti rientranti nella direttiva stessa e non specificatamente al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei luoghi di lavoro, coperti invece dalle Direttive sociali (molte delle quali recepite nel D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.). Pertanto acquistare una macchina marcata CE, dotata di dichiarazione di conformità e di istruzioni d’uso e manutenzione, non esonera l’utilizzatore della macchina (Datore di lavoro di lavoro) dalle eventuali responsabilità penali in caso d’infortunio; infatti, le conclusioni della sentenza Cass. pen., Sez. IV, 22 settembre 2009, n. 36889 confermano un principio ormai abbastanza consolidato nell’ambito della giurisprudenza di settore e applicabile nel campo della sicurezza delle macchine e delle attrezzature di lavoro e cioè che la marcatura di conformità “CE”, della quale sono dotate le macchine e attrezzature di lavoro, servono a rendere conformi alla legge la loro produzione, il loro commercio e la loro concessione in uso e ad attestare la loro rispondenza ai Requisiti essenziali di sicurezza (RES) ma non esonerano assolutamente il Datore di lavoro di lavoro utente dal rispetto delle norme in materia di prevenzione degli infortuni dedicate all’uso delle macchine (Titolo III, Capo I, D.Lgs. n. 81/2008). In particolare, il Datore di lavoro di lavoro dovrà sempre controllare, prima del suo utilizzo, che una macchina, seppur marcata CE, non presenti vizi o carenze palesi o non sia idonea all’attività da svolgere, in quanto lo esporrebbe a una sicura chiamata in giudizio in caso di eventi infortunistici.
L’art. 71, comma 5, D.Lgs. n. 81/2008 dispone che le modifiche apportate alle macchine marcate CE (sia quelle soggette al D.P.R. n. 459/1996 sia quelle ricomprese nel D.Lgs. n. 17/2010) per migliorarne le condizioni di sicurezza non configurano una nuova immissione sul mercato (e quindi l’obbligo di una nuova marcatura), sempre che non comportino modifiche delle modalità di utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore. Ad esempio, per una gru la variazione di portata o di velocità rappresentano modifiche alle modalità di utilizzo e alle prestazioni quindi necessitano di una nuova marcatura, mentre l’installazione di un radiocomando rappresenta solo un miglioramento delle condizioni di sicurezza e non richiede l’adozione delle procedure per una nuova immissione sul mercato.

Campo di applicazione della Direttiva macchine
Passando, nel merito, ad un sintetico esame della direttiva, è doveroso riportarne il campo d’applicazione (art. 1, D.Lgs. n. 17/2010) e cioè ai seguenti prodotti: macchine, attrezzature intercambiabili, componenti di sicurezza, accessori di sollevamento, catene, funi e cinghie, dispositivi amovibili di trasmissione meccanica e quasi-macchine, secondo le definizioni date dall’art. 2, D.Lgs. n. 17/2010.
Nella definizione di macchine rientrano (c. 2, lett. a)):
“1) insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata; 
2) insieme di cui al numero 1), al quale mancano solamente elementi di collegamento al sito di impiego o di allacciamento alle fonti di energia e di movimento; 
3) insieme di cui ai numeri 1) e 2), pronto per essere installato e che può funzionare solo dopo essere stato montato su un mezzo di trasporto o installato in un edificio o in una costruzione; 
4) insiemi di macchine, di cui ai numeri 1), 2) e 3), o di quasi-macchine, che per raggiungere uno stesso risultato sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale; 
5) insieme di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidalmente e destinati al sollevamento di pesi e la cui unica fonte di energia è la forza umana diretta”.

 

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